Internet è una
vera e propria galleria d'arte, dove si entra a qualsiasi
ora senza pagare il biglietto, e una vetrina a livello mondiale
per artisti e aspiranti tali. Navigando sul Web si può scoprire
e partecipare di quello che accade in un mondo totalmente
nuovo, dove confluiscono design, musica,
arte visuale, architettura, programmazione, animazione,
interattività.
Sotto
l'etichetta di net-art (o Web-art),
sono raccolte le opere di sperimentatori di tutto il mondo,
provenienti dai background più disparati,
che testimoniano il fermento sollevato dai media digitali
e lo sviluppo di nuove forme di espressione.
La presenza
fisica di un pubblico permette al net-artista di
riproporre le sue opere (o di pensarne di nuove) senza tener
conto del passaggio di banda, della velocità della
fruizione, delle modalità limitate di interazione
dello spettatore che, via Web, può rispondere quasi
esclusivamente attraverso l'uso del mouse.
I nuovi media
nascono per migliorare quantitativamente
e qualitativamente le comunicazioni, ma solo un uso
ragionato e consapevole può consentire di raggiungere
questo obiettivo, pena il rischio di aumentare invece l'isolamento.
Per fare ciò, non bisogna trascurare la dimensione
fisica. Internet è una piattaforma che
deve favorire l'aggregazione, permettere il moltiplicarsi
di occasioni
per incontrarsi e far circolare conoscenza ed emozioni.
In
questa direzione si sono unite le forze di Expa
Galleria di Architettura e Headroom.ws,
che, in un contesto da sempre culturalmente ricco, variegato
e aperto come Palermo,
hanno inaugurato quella che vuole essere una serie di appuntamenti
rivolti a ogni tipo di pubblico (dagli addetti ai lavori
agli appassionati di arte, a semplici curiosi, perché tutti
siamo protagonisti di un momento
storico la cui forza è paragonabile
a quella della rivoluzione industriale) con un
appuntamento con il designer Alessandro Capozzo.
Fattosi già notare
da tempo per le sue opere particolarmente interessanti
e innovative, il lavoro di Capozzo è ultimamente
oggetto di particolari attenzioni da parte della scena
internazionale e nel corso della sua presenza
a Palermo il designer ha offerto un'anteprima
delle sue imminenti attività.
Nel
corso del suo intervento, Alessandro Capozzo ha esplorato
le origini italiane dell'arte generativa
computazionale ed
espresso le
sue idee proposito di questa disciplina, della programmazione
come forma espressiva,
della lettura del codice come testo e della sua rappresentazione
visiva e sonora, mostrando e illustrando, con il supporto
della videoproiezione, i suoi lavori. Il pubblico ha avuto
modo non solo di visionare i lavori raccolti sul sito www.abstract-codex.net spiegati
dal loro autore, ma anche un'opera non presentate
su Internet,
sensibile al suono, con la quale ha interagito il sassofonista
tedesco Volker Stegmann.
La
maggior parte dei lavori di Alessandro Capozzo sono creati
nell'ambiente di programmazione
Proce55ing,
un software open-source rivolto ad artisti, designer e architetti
(usato come software propedeutico nella scuole di architettura
americane e anche a Yale). |